
Bullismo e prepotenze1
Simona Caravita - Università Cattolica del Sacro Cuore
M. Cristina Iovinella – Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Il bullismo, ossia il problema delle prepotenze tra pari, si presenta come un fenomeno dinamico, multidimensionale, relazionale e complesso, che assume configurazioni differenti, non sempre facilmente rilevabili da parte degli operatori del contesto scolastico.
Bullismo
Al fine di definire punti di riferimento comuni per una corretta individuazione del problema, è utile ricordare che il bullismo è caratterizzato dalla tendenza a ripetersi nel tempo, dall’intenzionalità dell’attacco messo in atto dal/i prevaricatore/i e dalla presenza di uno squilibrio di potere tra il bullo e la vittima (Fonzi, 1997; Menesini, 2000; Olweus, 1993, etc.). Il bambino/ragazzo prevaricato, infatti, è generalmente contraddistinto da una maggiore vulnerabilità, in quanto è fisicamente più debole rispetto al/i bullo/i, è più timido e meno capace di difendersi efficacemente dagli attacchi e dalle molestie del/i bullo/i ed è usualmente isolato e poco considerato dai compagni di classe (Caravita, 2004; Fonzi, 1999, etc.).
Nel complesso il bullismo rappresenta un abuso sistematico di potere da parte del/i ragazzo/i che si rendono autori di prepotenze ai danni di uno o più compagni di scuola (Sharp & Smith, 1995).
Prepotenze
È possibile, pertanto, riconoscere come “prepotenza” qualunque aggressione, esplicita o nascosta, qualunque umiliazione od intimidazione perpetrata da uno o più bambini/ragazzi ai danni di uno o più compagni. Le prevaricazioni tra coetanei possono avvenire sotto forma di aggressioni fisiche ai danni della vittima o ai suoi oggetti personali (anche sottrazioni di beni e danneggiamenti di proprietà rappresentano forme di prepotenza), come attacchi verbali (ad esempio minacce o prese in giro) ma anche come esclusione sociale del/la compagno/a e diffusione di voci false ed offensive ai danni della vittima (cfr. tab. 1).
Anche una sola prepotenza costituisce un indicatore di disagio entro il gruppo classe, disagio che si configura esplicitamente come bullismo al ripresentarsi delle molestie (già due prevaricazioni, anche di diverso tipo, denotano la presenza di bullismo nel gruppo-classe).
Cyberbullying
Gli atti di bullismo avvengono prevalentemente entro o nei dintorni del contesto scolastico, tuttavia in misura crescente le prepotenze vengono riportate nel contesto virtuale di internet (ad esempio attraverso la pubblicazione in rete di filmati che riprendono le prevaricazioni) o vengono messe in atto per mezzo delle tecnologie (uso di sms, chat-line, e-mail) (cfr. tab. 1). In queste situazioni si parla di cyberbullying.
Bullismo e gruppo
Le prepotenze possono essere poste in essere da singoli alunni, ma generalmente vedono il coinvolgimento del gruppo dei compagni (Salmivalli et al., 1996), che operano a sostegno del bullo o partecipando attivamente alla prevaricazione o isolando la vittima e mostrandosi indifferenti nei suoi confronti.
Oltre ai ruoli più evidenti del bullo e della vittima, infatti, i compagni di classe o gli altri membri del gruppo dei pari possono venire coinvolti nel fenomeno con forme di partecipazione poco evidenti agli adulti, ma tali da contribuire al configurarsi e al perpetuarsi delle dinamiche di bullismo. Al temine degli anni Novanta (Salmivalli et al., 1996) si è riconosciuta l’esistenza di sei
1 Il presente testo costituisce una versione ampliata del testo in allegato alla circolare 11664 del 22/11/07, indirizzata dall’Ufficio scolastico della Lombardia a dirigenti, docenti, studenti e personale non docente, nel Novembre 2007
Simona Caravita - Università Cattolica del Sacro Cuore
M. Cristina Iovinella – Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Il bullismo, ossia il problema delle prepotenze tra pari, si presenta come un fenomeno dinamico, multidimensionale, relazionale e complesso, che assume configurazioni differenti, non sempre facilmente rilevabili da parte degli operatori del contesto scolastico.
Bullismo
Al fine di definire punti di riferimento comuni per una corretta individuazione del problema, è utile ricordare che il bullismo è caratterizzato dalla tendenza a ripetersi nel tempo, dall’intenzionalità dell’attacco messo in atto dal/i prevaricatore/i e dalla presenza di uno squilibrio di potere tra il bullo e la vittima (Fonzi, 1997; Menesini, 2000; Olweus, 1993, etc.). Il bambino/ragazzo prevaricato, infatti, è generalmente contraddistinto da una maggiore vulnerabilità, in quanto è fisicamente più debole rispetto al/i bullo/i, è più timido e meno capace di difendersi efficacemente dagli attacchi e dalle molestie del/i bullo/i ed è usualmente isolato e poco considerato dai compagni di classe (Caravita, 2004; Fonzi, 1999, etc.).
Nel complesso il bullismo rappresenta un abuso sistematico di potere da parte del/i ragazzo/i che si rendono autori di prepotenze ai danni di uno o più compagni di scuola (Sharp & Smith, 1995).
Prepotenze
È possibile, pertanto, riconoscere come “prepotenza” qualunque aggressione, esplicita o nascosta, qualunque umiliazione od intimidazione perpetrata da uno o più bambini/ragazzi ai danni di uno o più compagni. Le prevaricazioni tra coetanei possono avvenire sotto forma di aggressioni fisiche ai danni della vittima o ai suoi oggetti personali (anche sottrazioni di beni e danneggiamenti di proprietà rappresentano forme di prepotenza), come attacchi verbali (ad esempio minacce o prese in giro) ma anche come esclusione sociale del/la compagno/a e diffusione di voci false ed offensive ai danni della vittima (cfr. tab. 1).
Anche una sola prepotenza costituisce un indicatore di disagio entro il gruppo classe, disagio che si configura esplicitamente come bullismo al ripresentarsi delle molestie (già due prevaricazioni, anche di diverso tipo, denotano la presenza di bullismo nel gruppo-classe).
Cyberbullying
Gli atti di bullismo avvengono prevalentemente entro o nei dintorni del contesto scolastico, tuttavia in misura crescente le prepotenze vengono riportate nel contesto virtuale di internet (ad esempio attraverso la pubblicazione in rete di filmati che riprendono le prevaricazioni) o vengono messe in atto per mezzo delle tecnologie (uso di sms, chat-line, e-mail) (cfr. tab. 1). In queste situazioni si parla di cyberbullying.
Bullismo e gruppo
Le prepotenze possono essere poste in essere da singoli alunni, ma generalmente vedono il coinvolgimento del gruppo dei compagni (Salmivalli et al., 1996), che operano a sostegno del bullo o partecipando attivamente alla prevaricazione o isolando la vittima e mostrandosi indifferenti nei suoi confronti.
Oltre ai ruoli più evidenti del bullo e della vittima, infatti, i compagni di classe o gli altri membri del gruppo dei pari possono venire coinvolti nel fenomeno con forme di partecipazione poco evidenti agli adulti, ma tali da contribuire al configurarsi e al perpetuarsi delle dinamiche di bullismo. Al temine degli anni Novanta (Salmivalli et al., 1996) si è riconosciuta l’esistenza di sei
1 Il presente testo costituisce una versione ampliata del testo in allegato alla circolare 11664 del 22/11/07, indirizzata dall’Ufficio scolastico della Lombardia a dirigenti, docenti, studenti e personale non docente, nel Novembre 2007
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